2 libri (+ 2) da regalare a Natale (2° parte)

Il conto alla rovescia verso il Natale continua, inarrestabile, e manca ancora qualche regalo (o magari un auto-regalo) da fare? Nessun problema, nel post di oggi vi consiglio altri due libri da regalare a Natale (avete già letto i consigli di Massimo la scorsa settimana, vero?) per soddisfare i gusti di chi ama la buona narrativa ma non disdegna neanche un saggio su temi più che attuali e quelli di chi pur avendo già valanghe di romanzi in casa hanno ancora voglia di scoprire novità gustose e un po’ fuori dal coro.

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Amitav Ghosh, La Grande Cecità – il cambiamento climatico e l’impensabile, Neri Pozza

Amitav Ghosh è un narratore indiano di lingua inglese che nei suoi romanzi combina di frequente elementi autobiografici e tematiche post-coloniali e apre ampie finestre sulla cultura tradizionale indiana. L’autore di Mare di Papaveri e Il Paese delle Maree è laureato in antropologia e ha uno sguardo attento alla politica mondiale e ai possibili sviluppi delle società, interessandosi in particolare del cambiamento climatico, delle sue conseguenze e dei possibili modi di affrontarlo. Nel 2016 ha raccolto in un unico volume le quattro lezioni su questo argomento che aveva tenuto alla University of Chicago nell’autunno dell’anno precedente; il risultato è un saggio che corrisponde a un percorso semiotico da decodificare, che offre più domande che risposte e che riesce ad appassionare anche i non addetti ai lavori, vuoi per l’invidiabile capacità dell’autore di semplificare senza banalizzare, vuoi per il fatto che questo argomento riguarda davvero tutti, davvero da vicino. Ghosh è stato a presentare l’opera lo scorso maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino, e qui trovate la registrazione della lectio magistralis tenuta in quell’occasione:

Buona visione e… buona lettura!

Alexandra Kleeman, Il Corpo che Vuoi, Black Coffee

Il mio secondo suggerimento è frutto di un colpo di fulmine in seguito al mio incontro al Pisa Book Festival con Sara e Leonardo, due traduttori che nella loro relativamente breve vita hanno già maturato un’esperienza tanto ampia (e solida) in campo editoriale che hanno deciso, un anno fa, di fare il grande salto e diventare a loro volta editori. Il loro è un progetto preciso: si concentrano sulla narrativa nord americana, in particolare su quelle voci particolarmente originali che faticano a ricavarsi uno spazio nell’ambito dell’editoria italiana. Racconti, esordi, opere che rischiavano di essere dimenticate, donne e realtà indipendenti: questo è buona parte (ma non solo) di ciò che si può trovare nel contenitore di questa nuova realtà editoriale. Io al Pisa Book Festival ho scelto di portarmi a casa questo romanzo di Alexandra Kleeman, tradotto (e consigliatomi) da Sara Reggiani: la protagonista è una giovane ossessionata da un modello di corpo inesistente, quello che ci viene offerto dai media, che a un certo punto viene distolta dalla sua fissazione per televisione, reality show e pubblicità diventando testimone della scomparsa dei suoi vicini di casa e trovandosi coinvolta nella vicenda. Un ritratto interessante, tratteggiato a tinte vivaci (ma non per questo poco cupe), di una fetta della società americana odierna. Consigliato se amate riflettere attraverso l’ironia.

 

 

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