Boy erased – vite cancellate, Garrard Conley (Black Coffee)

Dall’omosessualità si guarisce. È quello che pensano i membri di Love in Action, un’organizzazione fondamentalista cristiana che nel 1973 (l’anno in cui la American Psychological Association dichiara che l’omosessualità non è più da considerare come una malattia mentale) apre il suo primo centro in California, con l’obiettivo di curare i membri LGBT della congregazione dalle loro dipendenze sessuali.  A poco a poco si espandono i confini delle organizzazioni che portano in tutto il mondo conferenze di ex-gay pronti a garantire la bontà delle terapie riparative, ma iniziano anche i suicidi da parte di coloro che sentono di non poter mantenere la promessa di guarigione fatta a Dio e i dubbi, addirittura da parte di uno dei co-fondatori, sugli effetti di tali percorsi sulle menti e sulle vite delle persone. Nel 2003 viene avviato il programma Refuge, ed è nel 2004 che Garrard, il protagonista di questa storia, entra a farne parte.

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Ha 19 anni e vive in Arkansas, nel bel mezzo della Bible Belt. Durante gli anni della scuola la sua omosessualità è rimasta più o meno latente, ma da quando è arrivato all’università sembra improvvisamente difficile tenere a bada le sue pulsioni, la sua diversità. E poi è arrivato David, con cui tutto sembrava andare bene, finché… finché è successo qualcosa che non doveva accadere e che invece di far comparire Garrard nel ruolo della vittima, lo mette nel ruolo di colpevole. I suoi genitori scoprono che il loro figlio è gay e lo ritirano precipitosamente dall’università: la loro famiglia sta per collassare sotto il peso di questa verità. Un pastore battista non può permettersi di non sapere cosa fare in questo caso, infatti la risposta arriva presto, tramite l’istituto in cui Garrard intraprenderà la terapia di riorientamento sessuale.

Nel centro non si portano cellulari né taccuini, si compiono i dodici passi per purificarsi dal peccato e rientrare nelle grazie del Signore. Il centro è popolato da persone con problemi di varia natura, accomunati da una sola cosa: sono tutti nel posto sbagliato, sono nell’unico posto in cui non li risolveranno E le persone che li assistono non sembrano risolti come vogliono mostrare, forti di convinzioni che forse non basteranno a renderli inattaccabili dalla vita.

La narrazione è scandita dal racconto di ciò che succede nel centro e di ciò che ha portato Garrard a entrarci. A tenere tutto unito, l’amore del ragazzo verso i suoi genitori e da parte loro nei suoi confronti: nonostante l’arretratezza di pensiero, le convinzioni limitanti e limitate, queste persone, seppur a modo loro, cercano di capire. È difficile per loro, a tratti non riescono, ma soprattutto la madre prova a ricostruire un rapporto col figlio. Non c’è mai rancore nelle parole di Garrard, annegato nel senso di colpa: c’è lo sforzo di diventare come dovrebbe essere, ma non c’è rancore nei confronti delle decisioni che i suoi genitori. Dentro al centro e fuori dal centro, nel tempo passato con la madre, la vita procede a velocità diverse. Ed è lo scarto tra queste due velocità che porterà Garrard a capire la cosa più importante di tutte, e a liberarsi dalla follia del programma Refuge.

Questa è una storia vera, così come è vero che in giro per il mondo sopravvivono ancora certe convinzioni. Forte di questa esperienza di sopravvissuto alla terapia riparativa, Garrard Conley usa il dialogo e la scrittura per aiutare i ragazzi a vivere il momento delicato dell’accettazione di sé e della propria sessualità. C’è ancora bisogno di testimonianze del genere, c’è ancora bisogno della giornata contro l’omotransfobia? Evidentemente sì.

Boy Erased – Vite Cancellate, G. Conley (tr. it. Leonardo Taiuti), Edizioni Black Coffee -> lo trovi qui

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