La triste fine di Luciano Chardon (“Splendori e miserie delle cortigiane”, Honoré de Balzac)

Ricordate il disperato annuncio da parte della famiglia di Luciano Chardon? È comparso su queste pagine il mese scorso, e adesso la vicenda è giunta a un triste epilogo

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Annunciamo mestamente la scomparsa di un poeta,
un’anima bella che aveva toccato il cuore e le fantasie di tante donne e uomini di Parigi.
Intelligenza pronta e viva,
amante della bella vita e dell’idea di cavalcarla sempre sul destriero più fiero;
nonostante sia caduto in fallo, ha sempre pagato per gli sbagli commessi in prima persona.
Ha amato veramente e completamente nella sua breve esistenza,
andando oltre le etichette e le regole sociali.
Tanti amici lo hanno circondato con dosi d’affetto in quantità variabili.
Punti fermi, stelle polari del suo cammino su questa terra, sua sorella Eva e suo cognato David nel bene e Jacques Collin, Coralie ed Esther nella parte più oscura della sua vita.
Ma tutti lo hanno amato veramente.
Lascia un vuoto che nessun altro potrà mai più colmare.
Ha scelto volontariamente di abbandonare tutto questo:
non sta a noi giudicare le sue intenzioni e le sue motivazioni.
Da spettatori, assistiamo a una luce che si spegne
e restiamo in rigoroso silenzio
in segno di rispetto per l’Uomo.

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